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Bucciaglia è in coma: lotta tra vita e morte ed i Carabinieri indagano sul movente che l’ha spinto al suicidio

Pignataro Maggiore: Bucciaglia è in coma: lotta tra vita e morte ed i Carabinieri indagano sul movente che l’ha spinto al suicidio

Pignataro Maggiore: Appesa ad un filo la vita di Giuseppe Bucciaglia, l’uomo che l’altro ieri pomeriggio ha tentato il suicidio, cospergendosi prima di benzina e poi dandosi fuoco. Infatti, nella serata di ieri, i medici dell’Ospedale San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta, hanno annunciato ai familiari di Giuseppe Bucciaglia, 46enne di Pignataro Maggiore, che le condizioni di salute dell’uomo erano divenute molto gravi e non potevano autorizzare il trasferimento presso una struttura sanitaria specializzata per le grandi ustioni. Per farla breve Giuseppe Bucciaglia lotta tra la vita e la morte, nel reparto di terapia intensiva del Civile di Caserta. In rianimazione, con la vita aggrappata alle apparecchiature ed in coma farmacologo ed i medici stanno tentando di salvargli un vita. A sentire i medici le prossime quarantotto ore saranno decisive per il futuro del Bucciaglia e potranno anche sciogliere la prognosi, per poi trasferirlo al Centro Grandi Ustionati del Dipartimento di Emergenza Medico-Chirurgica dell’Ospedale “Antonio Cardarelli” di Napoli. Sebbene il Bucciaglia riuscirà sconfiggere la morte dovrà portare per sempre sul copro e sul viso i segni delle gravi ustioni. È stato sufficiente un istante affinché il corpo di Bucciaglia si trasformasse in una torcia umana. Si prima gettato addosso una tanica di benzina e poi con un accendino si è dato fuoco. Il tentato suicidio dell’uomo è rimasto ancora impresso nelle menti di alcuni testimoni di quel gesto estremo dettato dalle continue minacce e pressioni di cui era vittima. Le gravi ustioni di terzo grado su tutto il corpo ed i vari interni danneggiati dalle fiamme, non fanno pensare a nulla buono per il futuro della vita dell’uomo. Inoltre, nella giornata di ieri, i Carabinieri del Comando Stazione di Pignataro Maggiore, hanno ascoltato alcuni testimoni ed amici dell’uomo, oltre che la signora Antonietta Zaccariello, moglie del Bucciaglia, al fine di stabilire il movente che l’ha indotto a compiere il gesto insano. Infatti, il Bucciaglia, potrebbe essere stato istigato al suicidio per vari motivi, ma tutti correlati all’ordinanza di sfratto coatto dall’alloggio di via Rabin, emessa dal Sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca. Altresì, giorni addietro, si era perfino portato dai Carabinieri ed in quella sede denunciò delle minacce e pressioni subite negli ultimi giorni. Ed ancora, il procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, condotto dal Pubblico Ministero, Luigi Landolfi, che vede protagonista il Bucciaglia ed il Sindaco Magliocca. In particolare, quest’ultimo, avrebbe ricevuto dei soldi in cambio dell’assegnazione definitiva dell’alloggio al Bucciaglia, oltre che a due casi di violazione della legge elettorale ed il reato di falso. Ad oggi, però la vera incognita rimane lo sgombero coatto, a carico dei Bucciaglia, dall’alloggio di proprietà dell’Iacp di Pignataro Maggiore ed ordinato per lunedì prossimo dal Sindaco Magliocca. Infine, nella giornata di ieri i legali della famiglia Bucciaglia, gli avvocati Pietro e Giuseppe Romano e Gianfranco D’Angelo, hanno avviato una serie di trattative con la Prefettura di Caserta, al fine di chiarire una volte e per sempre tutta la vicenda della famiglia Bucciaglia con due figli affetti da gravi handicap al 100% e con dei problemi motori. Giuseppe Bucciaglia, infatti, dopo aver cercato inutilmente un’abitazione alternativa a quella occupata ed essersi recato nelle sedei istituzionali più importanti della Provincia senza ricevere conforto e risposte concrete, probabilmente era convinto che suicidandosi avrebbe risolto il problema della casa per la sua famiglia. La casa deve essere un diritto per tutti ed in particolar modo delle famiglie con minori e portatori di handicap, ma nonostante tutto ciò, qualche politicante con la complicità di certa stampa provinciale, per salvarsi la faccia ed anche la carriera, vigliaccamente e spregiudicatamente, ha prima travisato la triste realtà dei Bucciaglia e poi ha gettato fango nei confronti di un uomo che sta lottando tra la vita e la morte in un letto di ospedale.

31/01/2008 1.12.34   151.38.184.86 - ALFREDO DI LETTERA


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