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Vitulazio è infatti sorto come vicus romano, cioè come unità minima insediativa, non murata, con carattere di esclusivo servizio agricolo. Ne fanno fede alcuni reperti di età romana rinvenuti sul territorio: vasellame anfore, oggetti di terracotta ed altro, ascrivibili probabilmente a un singolare artigiano nell’ambito di Teanum Sidicinum, denominato “Pittore di Vitulazio”, attivo nella zona alla fine del III secolo d.C. si tratta di un ceramografo sulla cui opera primeggia sempre lo stesso tema, costituito da un grande volto femminile di profilo, tracciato con abbreviata sommarietà e campeggiante su un fondo a squame con un chiaro riferimento a motivi vegetali. Negli ultimi tempi, durante i lavori per la realizzazione della nuova rete ferroviaria per il Treno ad Alta Velocità, nella zona rurale di Vitulazio, zona San Vito, è stata rinvenuta una villa rustica di età romana. Detta zona, dal bivio Agnena di Vitulazio, rientra nell’ager calenus e stellatis, oggetto di intenso sfruttamento agricolo in età antica. Tale territorio è attraversato da una delle principali vie terrestri di comunicazione tra il Lazio e la Campania, quale la via Latina e da una fitta rete di strade secondarie che collegava la stessa con le principali città antiche dell’alto casertano. La zona è, altresì, interessata dalle sopravvivenze dei reticoli centurali inerenti le divisioni agrarie effettuate in età romana tardo-repubblicana e prima età imperiale, nonché da lembi di necropoli e fattorie rurali connessi ad insediamenti di tipo sparso di età pre-romana e romana Il centro del paese si è sviluppato lungo un antico asse viario che collegava Teano e Cales al passo di Triflisco, in posizione pedamontana rispetto ai rilievi di Monte Maggiore, per non togliere prezioso terreno all’agricoltura e per proteggersi dai venti. La vicina Capua annovera Vitulazio, gia alla fine del x secolo, tra i suoi casali traduzione medievale del vicus romano. E di Capua, Vitulazio segui le sorti e la vita amministrativa finche con decreto di Giacchino Murat dell’8 agosto 1807, divenne completamente autonomo. In tutti questi secoli il paese ha continuato a chiamarsi “Vitulaccio”. Solo con il decreto regio del 3 dicembre 1882, a firma del re Umberto I, ha assunto l’attuale denominazione a partire dal primo gennaio successivo. Con il fascismo, nel 1928, un anno dopo la soppressione della provincia della Terra di Lavoro, Vitulazio fu unita a Bellona per formare un solo comune col nome di Villa Volturno, un pessante tributo dovette pagare il comune di Villa Volturno in occasione del secondo conflitto mondiale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Villa Volturno venne a trovarsi sulla linea di ritirata delle truppe tedesche, mentre l’esercito alleato avanzava da Salerno verso Roma.

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